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Troppe ordinanze per le gare ciclistiche, una proposta per ridurle

Fino all’anno scorso, per  ogni singola provincia, con l’unica ordinanza del Prefetto, veniva disposta la sospensione temporanea del traffico per l’intero percorso della gara ciclistica.

Un atto di semplificazione dettato dal comune buon senso fino a quando, proprio l’anno scorso, alcuni sindaci a cui era stato forzatamente imposto il transito di una importante corsa, onde evitare che la cosa potesse ripetersi, si sono rivolti al Ministero dell’Interno rivendicando la corretta applicazione del Codice della Strada, in base la quale i Prefetti dispongono per i tratti extraurbani ed i sindaci per i centri abitati.

Non potendo smentire la legge, alla “Circolare Gabrielli” del 29.9.2020 non rimaneva altro che raccomandare ai Prefetti quanto richiesto dai sindaci, con la conseguenza, inevitabile, di moltiplicare fino all’eccesso le ordinanze necessarie per determinare la sospensione del traffico  al passaggio dei corridori.

Nella granfondo Nove Colli, ad esempio, oltre alle ordinanze delle Prefetture di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, ne sono servite altre 14 per poter attraversare i centri abitati di tutti i comuni presenti lungo il percorso. Verrebbe da dire il “festival delle ordinanze”, se non fosse che la cosa va presa molto seriamente, sia perché le leggi vanno rispettate, sia perché la mancanza, anche di una soltanto di queste ordinanze, farebbe decadere l’intera autorizzazione.

Nel corso di questa stagione se ne sono viste di ogni: Prefetture che hanno ignorato a lungo la “Circolare Gabrielli” continuando come prima, altre che si sono adeguate immediatamente, mettendo in luce Comandi di Polizia locale che non conoscevano la novità ed altri ancora che insistevano per una applicazione non conforme.

Una situazione richiamata anche in un comunicato della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della FCI, per suggerire agli addetti ai lavori di agire con scrupolo, informandosi preventivamente, per ciascuna corsa e provincia, di quali regole sarebbero state applicate, proprio per non compromettere l’efficacia delle eventuali autorizzazioni.

A questo punto della storia una domanda sorge spontanea: si deve accettare per forza lo status quo di questo quadro farraginoso, complesso e pericoloso per le responsabilità degli organizzatori, oppure è possibile rimettere “le cose a posto” con una modifica al Codice della Strada che conduca a semplificazioni, senza ledere le prerogative delle parti interessate?

È nostra convinzione che, non solo si possa fare, ma che sia indispensabile farlo, promuovendo da subito il coinvolgimento dei dirigenti della FCI, rappresentanti delle istituzioni, pubbliche amministrazioni, forze parlamentari.

Una modifica che, senza alcuna presunzione e allo scopo innescare una ricerca della soluzione più adatta, ci sentiamo di suggerire in questo modo:
all’articolo 9 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:

  • a) il comma 7 bis è sostituito dal seguente: “7-bis. Quando, per particolari esigenze connesse all’andamento plano-altimetrico del percorso, ovvero al numero dei partecipanti, sia necessaria la chiusura della strada, la validità dell’autorizzazione è subordinata, ove necessario, ad un provvedimento di chiusura della strada ai sensi dell’articolo 6, comma 1, ovvero, se trattasi di centro abitato, dell’articolo 7, comma 1 che deve essere emesso entro i 5 giorni precedenti l’inizio della competizione”,
  • b) Dopo il comma 7 bis è inserito il seguente ”7 ter Fuori dei casi indicati dal comma 7 bis, la validità dell’autorizzazione è subordinata, ove necessario, all’esistenza di un provvedimento di sospensione temporanea della circolazione in occasione del transito dei partecipanti che, in deroga alle disposizioni degli articoli 6 e 7, è adottato dal Prefetto competente per territorio per l’intero percorso di gara che interessa il territorio stesso. Del provvedimento è data comunicazione ai sindaci dei comuni interessati almeno 5 giorni prima dell’inizio della competizione”.

Relazione illustrativa

L’autorizzazione allo svolgimento di una competizione sportiva sulla strada, rilasciata ai sensi del comma 1 dell’art. 9 CDS, non è sufficiente a garantire, durante lo svolgimento della stessa, la sicurezza della circolazione stradale, Infatti, il provvedimento di autorizzazione valuta soltanto la compatibilità tecnica allo svolgimento della competizione sulla strada e rimuove il generale divieto di uso della strada per scopi diversi dalla circolazione. Per tale ragione, il vigente comma 7 bis dell’art. 9 CDS, prevede che la validità dell’autorizzazione sia condizionata all’adozione di un provvedimento ulteriore che disciplini, in concreto, il traffico durante lo svolgimento della competine prevedendo la chiusura totale della strada (se necessario per caratteristiche o numero dei partecipanti) oppure, nei casi in cui non si necessaria tale misura, la sospensione temporanea della circolazione per il tempo strettamente necessario al transito dei concorrenti. La modifica che si propone interviene su tale provvedimento, diversificando la competenza ad adottarlo e distinguendo tra chiusura totale del traffico e sospensione temporanea della circolazione, allo scopo di semplificare gli adempimenti per gli organizzatori e rendere più chiara ed uniforme la disciplina relativa. In particolare:

  • a) modifica di cui al comma 7 bis precisa che, se le circostanze lo richiedono, deve essere adottato un provvedimento di chiusura della strada per tutta la durata della manifestazione. In tal situazione, la competenza all’adozione del provvedimento di chiusura della strada è affidata, come previsto per tutte le altre manifestazione pubbliche che si svolgono sulla strada al Prefetto, ai sensi dell’art. 6 c. 1 CDS, per la parte di gara che si svolge fuori del centro abitato ed al Sindaco, ai sensi dell’art. 7 comma 1 per la parte che si svolge nel centro abitato. Essendo un provvedimento che determina un significativo impatto sulla viabilità e sulla fruibilità dell’infrastruttura strada, viene indicato un termine per la sua adozione (5 giorni prima dell’inizio della competizione) che consente agli utenti della strada di programmare, con adeguato anticipo, eventuali misure per circolare su itinerari alternativi o utilizzare altri mezzi di trasporto;
  • b) con la nuova norma del comma 7 ter, invece, si interviene sulla disciplina dei casi in cui non sia necessaria la completa chiusura della strada ma sia sufficiente prevedere la temporanea sospensione del traffico in occasione del transito della competizione In tali casi, allo scopo di alleggerire e semplificare la procedura di rilascio del provvedimento, si prevede, che, in deroga alle disposizioni generali degli artt. 6 e 7 CDS, la competenza ad adottare il provvedimento stesso appartenga al Prefetto per l’intero percorso della gara che interessa il territorio di sua competenza. In tal modo, visto il più modesto impatto sulla disciplina della circolazione (infatti, di norma, la sospensione della circolazione non si può protrarre per più di 15 minuti dal transito del primo concorrente in gara), si semplifica la procedura di regolamentazione del traffico evitando la frammentazione dovuta alla competenza dei Sindaci per i tratti di percorso di gara che interessano i centri abitati. I sindaci, che hanno comunque fornito il loro nulla osta nella fase di autorizzazione della competizione, ai sensi del comma 1 dell’art. 9 CDS e che, quindi, conoscono già il percorso in cui si svolgerà la competizione e le relative modalità di svolgimento, devono comunque essere avvisati dal Prefetto dell’adozione del provvedimento di sospensione temporanea della circolazione con adeguato anticipo (5 giorni prima dell’inizio della competizione) anche allo scopo di adottare eventuali interventi di loro competenza sulle strade limitrofe.
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