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G.S. PROGETTI SCORTA, DA ASSOCIAZIONE SPORTIVA A CLUB

Cambia il volto ma non il contributo di una storia iniziata 30 anni fa




Gli anni passano, le condizioni delle persone cambiano, nulla è per sempre e sempre con lo stesso grado di risultato, l’importante è avere dato e fatto nel tempo concesso, nulla di strano quindi se, dopo 30’anni, il Gs Progetti Scorta ha deciso il proprio scioglimento con l’Assemblea straordinaria del 16 febbraio 2023.


Non sono venute meno le ragioni che nel 1992 ispirarono la costituzione di questo Gruppo, né sono venute meno le ragioni per impegnarsi sul tema della sicurezza nelle gare ciclistiche. Sono solo cambiate le possibilità di farlo per quanti quel Gruppo lo hanno voluto, gestito e ispirato continuamente attraverso i risultati pratici dei suoi motociclisti e con l’elaborazione di tante proposte che hanno segnato, realizzato e consolidato, un nuovo modo di intendere la sicurezza nel ciclismo, facendo della stessa un elemento essenziale anche della sua promozione.


All’impegno di questo Gruppo e del suo fondatore si legano passaggi significativi quali: la costituzione della Commissione Nazionale Direttori di Corsa con l’immediata scelta di introdurre i corsi di formazione per motostaffette (1997); le prime circolari del Ministero dell’Interno sulla sospensione temporanea del traffico (1997 e 1998); la modifica dell’Art. 9 del Codice della Strada (2002) con le regole per il transito delle gare ciclistiche, l’introduzione delle scorte tecniche e relativo Disciplinare, l’elaborazione ed introduzione della figura dell’ ASA (2008).


A cui aggiungere la costante opera di proposta, orientamento e rivendicazione, esercitata con 30 edizioni de "Il Giorno della Scorta", i cui atti sono tutti archiviati e catalogati per chi volesse capire attraverso quali momenti la sicurezza, che oggi si respira, ha trovato origini, protagonisti e perché no, anche i suoi detrattori.


Trenta edizioni anche del "Premio Sicurezza", più volte Medaglia del Capo dello Stato, una novità assoluta per i tempi in cui venne pensato, che spostava il merito verso chi organizzava e agiva per la sicurezza piuttosto che sugli scontati meriti dei corridori oppure dei VIP, spesso usati solo per convenienza d’immagine. Il tutto consentendo di portare alla luce, anno dopo anno, società, organizzatori, dirigenti, tecnici, funzionari, capaci di risultati concreti, frutto di intelligenza, passione, etica morale, civile e sportiva. Un Albo d’Oro che porta a riflettere chiunque abbia voglia di scorrerlo.


Per non dire anche di una apprezzabile attività editoriale con la pubblicazione di testi e manuali quali: "Gli occhi dei Corridori" (1997), "Il direttore di corsa" (2001), "Scorta e sicurezza nelle gare ciclistiche" (2003), "La sicurezza dell’ultimo minuto" (2006), "Alt, passa la corsa" (2008), "Ciclismo in sicurezza" (2019). Testi utili, per nulla ambiziosi, ma con l’indubbio merito di essere ancora oggi gli unici pubblicati a favore della sicurezza nelle gare ciclistiche.


Così come il merito di avere avviato, prima di altri, la pratica delle lezioni di sicurezza ai giovani corridori, oppure, di avere introdotto in Italia (1992) le segnalazioni mobili in gara da parte dei motociclisti, allora con la bandierina triangolare gialla, nonché i tanti corsi di formazione, seminari di approfondimento e convegni, anche importanti come quello di "Istituzioni e Ciclismo" svoltosi nell’ottobre del 2017 presso la Prefettura di Ravenna, per celebrare 20 anni di collaborazione tra FCI e Ministero dell’Interno.


Un piccolo patrimonio a favore della sicurezza, che resta e resterà per chiunque ne voglia trarre considerazione, giovamento ed insegnamento e che, negli anni, ha prodotto effetti, norme e comportamenti che molti, oggi, si trovano ad applicare, anche se talvolta ignari della loro genesi.


Che in ogni caso continuerà a tenere alimentata la ricerca sulla sicurezza con la trasformazione del Gs Progetti Scorta in "Progetti Scorta Club", ovvero, da Associazione Sportiva Dilettantistica a libero raggruppamento di persone, legate tra loro dal semplice desiderio di conservare il valore di un passato trentennale, declinato al futuro, con interventi ed iniziative che, in ogni caso, finché sarà possibile, portino beneficio al ciclismo e alla sua gente.


Un "Club" con un suo portavoce, un suo sito ed una sua pagina Facebook, a cui si aderisce con la semplice accettazione di una carta d’intenti, capace anche di iniziative autofinanziate o economicamente gestite attraverso società affiliate agli Enti sportivi.


Uno scrigno di idee, esperienze e collaborazione, con la chiave dentro la serratura, che tutti potranno aprire se e quando vorranno per fare un qualcosa di buono, un qualcosa di meglio.



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