Un Codice della Strada che tuteli il ciclismo ed i ciclisti

Aggiornamento: 1 set

Continua con un positivo interesse da parte dell'ambiente ciclistico, la nostra campagna

"Serve un codice della strada a tutela del ciclismo" lanciata all'inizio di luglio e che, oltre la

regione di partenza, l'Emilia-Romagna, registra al momento adesioni in varie competizioni

in Campania, Abruzzo, Molise, Toscana e Veneto, così come testimonia la nostra pagina

Facebook.


Adesioni non solo da parte di società affiliate alla FCI, ma anche di altre affiliate agli EPS.

Nulla di eclatante, ma pur sempre un sincero ed apprezzato impegno perché la riforma del

codice della strada, prima o poi trovi il suo sbocco conclusivo senza dimenticare

l'inserimento di norme che possano tutelare meglio i ciclisti sia in corsa che in

allenamento, così come i comuni ciclisti quotidiani, nonché norme più semplici e più

efficaci per l'organizzazione e la sicurezza delle gare ciclistiche.

Una mobilitazione senza colori di parte, unicamente dalla parte di chi vuole difendere il

ciclismo e i ciclisti.


In fondo, stare uniti e stare insieme, da sempre sono anche il presupposto per stare in

sicurezza.





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