Il Giorno della Scorta 2021

Il Giorno della Scorta 2021, quel che si è detto e… voluto dire

La 29ª edizione del “Giorno della Scorta”, andata in scena a Ravenna domenica 19 dicembre, è possibile venga catalogata come quella a più alto contenuto sia per la qualità delle analisi e proposte fatte, sia per la concretezza ed in contributo di quanti sono intervenuti, agevolati nell’avere ricevuto in anticipo la relazione presentata dal Presidente del Gs Progetti Scorta Silvano Antonelli.

Se in altre occasioni, gli ospiti sono rimasti affascinati dalle parole di personaggi carismatici come Martini, Ballerini e Gimondi, tanto per citarne alcuni, questa volta, per dirla con le parole del Presidente federale Dagnoni, «è certamente valsa la pena di prenderci una domenica per riflettere sulle cose fatte…», riunendo insieme ad organizzatori, direttori di corsa e gruppi di moto staffette, i rappresentanti delle istituzioni più direttamente interessate quali: Prefettura, Questura, Forze di polizia.

Tutti chiamati a misurarsi sul tema di quanta sicurezza possa ricavarsi da un corretto rapporto tra organizzatori ed istituzioni, ovvero, di quanta se ne possa ricavare utilizzando al meglio ciò che già esiste, facendo leva su competenza, professionalità e responsabilità.

Di seguito una sintesi degli interventi ascoltati, la cui video-registrazione potrete trovare invece su questo stesso sito alla pagina “Il Giorno della Scorta” oppure sulla nostra pagina Facebook “Gs Progetti Scorta”.

Igor Gallonetto (Assessore del Comune di Ravenna): «Sono felice di portare il saluto del Sindaco e della Giunta a questa giornata voluta per riflettere e proporre. Anche in questo ultimo periodo reso difficile dalla pandemia, le scorte tecniche hanno svolto un ottimo servizio, confermando di essere un’anima essenziale del ciclismo. Un servizio, che viene svolto, è bene ricordarlo, in modo volontario.  Dobbiamo quindi essere riconoscenti per quello che insieme state facendo per la sicurezza di uno sport importante come il ciclismo. Grazie anche a nome del Sindaco e della Giunta».

Il Giorno della Scorta 2021

Silvano Antonelli (Presidente Gs Progetti Scorta): «Il rapporto tra ciclismo ed istituzioni per ricavarne la maggiore sicurezza possibile deve far parte di una strategia generale della FCI. Sono troppi i presidenti provinciali che non conoscono i loro rispettivi Prefetti e Duestori, né si sono loro proposti per la risoluzione delle problematiche locali. Dopo le Prefetture, occorre aprire un dialogo ed un confronto con le Questure, veri bracci operativi per la designazione ed il coordinamento delle Forze di Polizia a presidio delle gare ciclistiche. Più formazione a tutti i livelli, anche nelle istituzioni che spesso non conoscono appieno lo specifico delle gare ciclistiche pur dovendo emettere autorizzazioni ed ordinanze, dove queste ultime è bene vengano drasticamente ridotte modificando il Codice della Strada. Il ciclismo ha bisogno di un volontariato competente e professionale, per sostenere il ciclismo di base, e nel contempo, in ogni territorio,  offrire la credibilità necessaria per ottenere dalle istituzioni il massimo supporto possibile.

Cordiano Dagnoni  (Presidente FCI): «La sicurezza in gara, piuttosto alta,  e quella fuori gara, dove invece scontiamo i rischi maggiori, resta al centro del nostro impegno federale. Un grazie ed un apprezzamento particolare al Gs Progetti Scorta per come negli anni ha sempre saputo proporsi con continuità progettuale. Importante garantire adeguate forme di tutela ai volontari della sicurezza».

Franco Chini (Vice Presidente Crer): «La comunità regionale del ciclismo è riconoscente al Gs Progetti Scorta per la lunga attività volta alla ricerca della massima sicurezza possibile. Va sottolineato come questo Gruppo abbia saputo ristrutturarsi trasferendo ad una nuova società l’attività di scorta, preservando qualità ed efficienza insieme all’individuazione di nuovi dirigenti. Per avere buoni rapporti con le istituzioni serve spendersi personalmente curando le relazioni umane, sfuggendo all’idea che con le procedure informatiche si possa fare tutto o quasi. Il lavoro del Gs Progetti Scorta, oltre alla sicurezza dei ciclisti in gara, è sempre stato volto all’obbiettivo che le gare transitino con il minor disagio possibile per la normale circolazione stradale, per non alimentare insofferenze tra i cittadini che sarebbero deleterie per la promozione del nostro sport. Questo aspetto va tenuto presente ogni qualvolta noi organizzatori decidiamo di scendere in strada».

Caterina Luperto (Comandante Sezione Polizia Stradale di Ravenna): «Pianificazione, individuazione dei ruoli e delle responsabilità, all’interno di un coordinamento interistituzionale, sono gl’ingredienti essenziali di un sicuro svolgersi di una competizione ciclistica. I protocolli e le linee guida che qui a Ravenna hanno trovato luogo, dimostrano come si possa e si debba superare ogni forma atomizzata di procedere. Il saper comunicare, la semplificazione ed il  corretto coordinamento operativo, sono alla base di un perfetto lavoro di squadra seppur nel rispetto delle differenti facoltà e responsabilità di ciascuna parte».

Pierluca Castelli (In rappresentanza del Prefetto di Ravenna): «Il rapporto tra organizzatori ed istituzioni è fondamentale non solo per la sicurezza e l’ordine pubblico che deve caratterizzare la gara ciclistica, ma perché l’evento sia occasione di collante e di aggregazione sociale e non di disagio per i cittadini, rafforzando un sano spirito di comunità e civismo, superando le divisioni, specie in un momento storico quale stiamo vivendo per colpa della pandemia. Il protocollo e le linee guida sottoscritte a Ravenna e volute dalla Prefettura vanno in questo senso, ottemperando quelle che sono le attese degli organizzatori con le esigenze dei cittadini e della circolazione stradale, attraverso soluzioni di maggiore semplificazione ed anche chiarimento interpretativo di norme nazionali. Grazie alla partecipazione di tutti gli Enti e Federazioni interessate si è costruito un virtuoso ciclo di cooperazione che la Prefettura di Ravenna vuole rimarcare affermando la volontà di volerla ulteriormente rafforzare ogni qualvolta sarà possibile. Un grazie per la meritoria attività svolta durante la stagione dai volontari, Forze di Polizia e Gs Progetti Scorta».  

Antonio Demurtas (In rappresentanza del Questore di Ravenna): «L’esperienza e la competenza degli organizzatori sono indispensabili per calibrare e razionalizzare l’impiego delle Forze di Polizia di cui, come dirigente di Commissariato, ne ho avuto particolare riscontro in occasione dei Campionati Mondiali di Imola e dei recenti Campionati Italiani Professionisti di Faenza. Su questa strada è bene proseguire e posso garantire l’impegno e la disponibilità del Signor Questore di Ravenna affinché ciò avvenga sempre più.  

Andrea Giacomini (Comandante Polizia Locale Ravenna): «Cresce tra i cittadini la disaffezione verso le manifestazioni sportive per i disagi che queste provocano sulla quotidianità. È un pericolo grave, anche per il ciclismo, che spetta ai politici e agli amministratori locali combattere dimostrando quanto le attività sportive siano un bene per l’intera comunità. Le Province hanno un ruolo chiave nelle autorizzazioni che, come il protocollo Ravenna dimostra, occorre coinvolgere in azioni di semplificazione e di efficaci intese con le parti interessate. Il progressivo trasferimento di competenze verso gli Enti Locali sta provocando livelli di saturazione sia nell’uso della Polizia Locale che nel ricorso alla sussidiarietà orizzontale, i cui volontari, ad esempio gli ASA e le scorte tecniche, sempre più vicini a veri e propri compiti di agenti regolatori del traffico, necessitano di azioni pubbliche sia per accrescerne il numero sia per progettarne l’uso per tutte le manifestazioni su strada, consentendo il più efficace ed equilibrato intervento delle forze messe in campo per assicurare un adeguato  equilibrio tra safety e security. Serve inoltre una adeguata attività formativa per le stesse Polizie Locali, circa il 50% delle Forze utilizzate sulle gare ciclistiche, il cui impiego massiccio ad articolato necessita di una adeguata conoscenza delle modalità di svolgimento e del Disciplinare tecnico.  

Raffaele Babini (Responsabile CRDCS e Vice Direttore Giro d’Italia): «I protocolli federali e UCI hanno, quali segni di alta responsabilità,  consentito al ciclismo di essere il primo sport a ripartire durante la pandemia conquistando il consenso delle autorità. La Commissione regionale direttori di corsa e sicurezza si è impegnata con forza a sostegno di tutti gli organizzatori, a partire dai più piccoli, per dare luogo e slancio a questa necessaria ed indispensabile ripresa. Con la preparazione ci si conquista la credibilità e la collaborazione delle istituzioni e delle Forze di Polizia.  Non tutti però hanno agito con lo stesso scrupolo ed in diverse circostanze, va detto con franchezza,  abbiamo visto organizzatori e direttori di corsa infrangere i loro doveri etici non applicando o applicando solo parzialmente i protocolli e/o adeguati standard  di qualità e sicurezza. Dal nuovo disciplinare esce una figura del direttore di corsa ulteriormente rafforzata, con la necessità di essere maggiormente responsabile e professionale, come vuole uno sport che si sviluppa sulle strade che sono di tutti. Per questo, durante la gara, la vettura del direttore di corsa dovrà essere sempre più un luogo di assoluta regia. Fondamentale il compito delle scorte tecniche e delle motostaffette, che dovranno ulteriormente qualificarsi e formarsi in continuazione, per superare talune carenze e limiti che sempre meno potranno essere tollerate. Nell’ambito della sicurezza è tempo di guardare con maggiore responsabilità anche all’assistenza sanitaria, che non è un di cui da gestire senza la dovuta esperienza di pronto soccorso. In molti casi servirà un vero salto di qualità, coscienti che la vita di un Esordiente vale quanto quella di un Professionista, ancor più vulnerabile per la minore esperienza nell’affrontare le insidie ed i pericoli.

Roberto Sgalla: «Sottoscrivo in toto la relazione di Antonelli. L’elaborazione delle strategie va accompagnata da un percorso di condivisione per poterle portare a frutto, sapendo che oggi la sicurezza è la priorità se vogliamo che i genitori portino al ciclismo i loro figli. Servono modifiche al Codice della Strada che portino a maggiore semplificazione per quanto riguarda autorizzazioni ed ordinanze, ci proveremo, ma dobbiamo avere consapevolezza che non sarà facile in un Paese a forte vocazione autonomistica dove i Sindaci, in materia di sospensione della circolazione, rivendicano le loro legittime prerogative nei confronti dei Prefetti. Tra le modifiche di un prossimo futuro ci sta anche la possibilità di dare una qualifica alle scorte tecniche quali agenti di Polizia Stradale limitatamente all’ambito della gara, al fine di accrescere la loro riconoscibilità ed efficacia operativa. Operazione di cui occorre avere consapevolezza di quelli che dovranno essere i relativi percorsi formativi nonché i costi d’impiego. Intanto, ulteriori passi avanti si potranno compiere introducendo la certificazione di qualità per i gruppi di motostaffette e scorte tecniche, su cui stiamo lavorando insieme alla ridefinizione dell’attività formativa dopo la scelta del Consiglio Federale di destinare alla CNDCS la competenza dell’intero comparto della sicurezza, all’interno della quale, strategica sarà la possibilità di formare i formatori, rinnovando ed innovando rispetto a quanto fatto per loro fino ad oggi. Il Disciplinare, che presto entrerà completamente in vigore, deve essere un punto centrale di questa formazione insieme al consolidamento della figura del direttore di corsa, una specificità tutta italiana, che noi speriamo prima o poi l’UCI voglia prendere in considerazione anche per le altre nazioni, vista la sua efficacia nel garantire la corretta applicazione di norme e leggi insieme alla responsabilità e gestione della sicurezza. In tale quadro un ruolo ulteriore potrà svolgerlo il Regolatore, che secondo la CNDCS potrà essere svolto esclusivamente da direttori di corsa e non anche dai Giudici di Gara, i quali non possono essere una volta espressione dell’organizzatore ed un’altra volta controllore dello stesso organizzatore. Direttori di corsa autorevoli che sappiano farsi rispettare, quali magari non vuole chi oggi propone di far slittare ancora l’applicazione del disciplinare unicamente per continuare ad organizzare con criteri al di sotto delle dovute soglie di qualità e sicurezza. La complessa maglia di autorizzazioni ed ordinanze che tanto aggrava gli organizzatori e le loro responsabilità, in attesa di un nuovo Codice della Strada, può comunque essere intelligentemente gestita con il sistema delle relazioni con Prefetture e Questure, con possibili protocolli che agevolino le procedure e le tempistiche, così come con forza viene proposto in questo “Giorno della Scorta”. Per la sicurezza delle gare ciclistiche serve che tutti gli utenti della strada conoscano le specifiche regole del loro  transito, per questo come FCI ci stiamo adoperando su tre filoni di intervento: a) inserimento di quiz specifici negli esami per la patente di guida; b) promozione della sicurezza nei servizi di RaiSport in occasione del Giro d’Italia; c) uno spot “Pubblicità Progresso” a cura della Presidenza del Consiglio o Ministeri interessati.  Infine, un grazie per il pregevolissimo lavoro condotto dal Gs Progetti Scorta».  

Giandomenico Protospataro (Ministero dell’Interno-Servizio Polizia Stradale): «Il Giorno della Scorta è una buona giornata per affrontare i temi della sicurezza. Il Disciplinare sta per compiere 20 anni, un percorso in cui il Ministero dell’Interno ed il Servizio Polizia Stradale è sempre stato vicino al ciclismo. L’attività delle scorte tecniche procede molto bene così come la Stradale ha potuto razionalizzare  meglio le proprie presenze. Un Disciplinare che ad inizio anno troverà la sua completa applicazione senza particolari oneri per la gare sotto i 200 partecipanti ed i 15 minuti di sospensione temporanea del traffico, ma con i benefici di un migliore equipaggiamento dei veicoli della scorta, mentre il salto organizzativo  più  pesante è previsto per le granfondo, lieve per quelle fino ai 500 e 1.000 partecipanti, di consistente impatto invece per quelle oltre i 1.000 partecipanti e con sospensioni del traffico oltre i 15 minuti. Un salto comunque necessario,  che il Ministero dell’Interno intende accompagnare con il fattivo interessamento dei Compartimenti che sono stati sollecitati a convocare le varie Federazioni e EPS, possibilmente entro gennaio, per verificare assieme come gestire questa nuova impegnativa fase di transizione trovando le soluzioni prima che inizi la stagione agonistica. Tavoli di confronto utili anche per l’attività formativa che dovrà accompagnare di pari passo il nuovo disciplinare, temporaneamente agevolata anche da un ulteriore proroga delle abilitazioni visto il prolungarsi dello stato di emergenza. Infine, come Ministero dell’Interno e Servizio Polizia Stradale condividiamo la proposta avanzata in questa sede da Silvano Antonelli di procedere alla modifica delle norme di rilascio delle ordinanze di sospensione temporanea della circolazione, un quadro oggi troppo frammentario, ove, per le gare ciclistiche, si pone l’esigenza di attribuire ai Prefetti compiti di indispensabile coordinamento.  Questi ultimi 20 anni, in particolare col Disciplinare, sono stati un periodo di grandi esperienze, estremamente positive, che mi auguro l’anno prossimo potrà  essere celebrato insieme alla 30ª edizione del Giorno della Scorta, in cui farò di tutto per esserci». 

Silvio Martinello (Ex Campione del Mondo e Campione Olimpico, commentatore Rai): «Grazie per l’invito a partecipare ad un evento come il “Giorno della Scorta”, dove c’è la possibilità di un vero arricchimento di conoscenza. Il tema della sicurezza è il Tema, è la criticità, che dobbiamo superare in gara e fuori gara. Sui grandi eventi il nostro ciclismo è all’avanguardia ed il Giro d’Italia, vedi per esempio come ha affrontato il tema delle transenne, è certamente meglio del Tour e della Vuelta, ma il ciclismo parte dalla base ed è verso questa che deve guardare chi ha le redini del movimento, dove la percezione della sicurezza è molto bassa, ai minimi storici, influenzando negativamente le famiglie di quei ragazzi che vogliono praticare il ciclismo. Importante quindi che la FCI, in rappresentanza anche dei EPS, inizi a confrontarsi sui contenuti e non sulle contrapposizioni ideologiche, invitando ai tavoli chi ha proposte importanti da fare, chi ha cose importanti da dire, per migliorarsi e fare squadra».

Lino Secchi (Presidente del Comitato Regionale Marche): «Anche per me la relazione di Antonelli potrebbe essere apertura e chiusura di questi lavori tanto è precisa e condivisibile. Ho apprezzato il saluto di apertura portato in video dal Presidente Dagnoni, un apprezzabile segno di attenzione che però, detto senza polemica, segna anche l’assenza di almeno un Consigliere a questa giornata, quando proprio la sintesi di una occasione come questa, con le tante proposte che abbiamo ascoltato, dovrebbe essere portata nelle sedi opportune e non lasciata a se stessa. La situazione per i nostri organizzatori è complicata e sempre più difficile diventa gestirsi tra le tante facoltà e prerogative delle autonomie locali. Le quali, tra l’altro, dovrebbero capire maggiormente che anche i piccoli eventi sono un fattore di promozione del territorio, portando spesso gente in luoghi interessanti ma poco frequentati. Le intese praticate nella provincia di Ravenna tra FCI, Prefettura e Questura, fatte proprie dallo stesso Ministero dell’Interno, stanno a dimostrare che questa è la strada giusta da perseguire su scala nazionale, per la qualcosa occorre fare sistema, massa critica, con una forte iniziativa coordinata dalla FCI insieme ai tanti presidenti regionali e provinciali, anche questi ultimi chiamati ad una maggior protagonismo nei confronti delle rispettive istituzioni territoriali. Personalmente di questo intendo farmene carico, a partire dalla riunione di domani con tutti i presidenti regionali e poi con il Consiglio Federale, e in tal senso, questo il mio impegno, da domani mi farò portavoce»

Massimo Cecchini (Presidente del V.C. Cattolica, Premio Sicurezza 2021): «Sono anni che vengo al “Giorno della Scorta” ed ogni volta resto sorpreso, è un po’ come venire all’Università della sicurezza per imparare cose nuove e per capire come potersi migliorare. Sono cosciente dei tanti  nomi illustri che mi hanno preceduto nell’attribuzione  di questo premio, per questo oggi sono veramente contento di poter rappresentare il Velo Club Cattolica ed esprimere la mia e la nostra riconoscenza ad  Antonelli ed il Gs. Progetti Scorta per averci attribuito questo prestigioso riconoscimento».

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