Sentenze e Ricorsi

Qui sotto troverete le decisioni assunte dai Giudici e dai Prefetti in merito a fatti che hanno coinvolto le motostaffette e le scorte tecniche.

1) Motostaffetta multata per eccesso di velocità durante la gara (*)

Il 28.3.2004, un motostaffettista al seguito di una Gran Fondo, veniva multato per eccesso di velocità in centro abitato, a seguito di rivelazione effettuata con Autovelox.
Il ricorso presentato dall’interessato era accolto dal Prefetto di Firenze il quale, con proprio provvedimento n° RI 20040008042 Area IV – Ric. del 24.5.2005, precisava che la «violazione è stata commessa nell’adempimento di un servizio urgente di pubblica utilità»

2) Incidenti stradali di motostaffette e scorte tecniche che transitava contromano

(I) – Il 29.03.2003, in occasione di una gara internazionale dilettanti, a seguito di incidente stradale tra un autoveicolo e uno staffettista, quest’ultimo veniva multato per violazione degli arti 141 e 143 del Codice della Strada.
Il ricorso presentato dallo staffettista veniva accolto dal Prefetto di Parma il quale, con provvedimento n° 7394/2003 IVª Area del 6.11.2003, disponeva l’archiviazione degli atti relativi alla sanzione in quanto «il Sig. C.M., nel contesto specifico, poneva in atto una manovra di ostacolo all’accesso di altri veicoli estranei alla gara ciclistica, proprio per garantire la sicurezza dei ciclisti, funzione per la quale il Sig. C.M. era stato accredito ufficialmente».
Ricorso accolto nonostante la gara in questione non beneficiasse dell’ordinanza di sospensione temporanea del traffico
L’accoglimento del ricorso ha consentito poi allo staffettista di ottenere dalla controparte, l’intero indennizzo dei danni fisici e materiali subiti. (*)

(II) L’ 8.8.2004, in località Crespignaga – Comune di Maser (TV) – durante lo svolgimento di una gara ciclistica nazionale, un motociclista addetto a compiti di scorta tecnica entrava in collisione con una autovettura che all’altezza di una intersezione si immetteva proveniente da una strada laterale. In seguito ai rilievi fatti, il motociclista, che procedeva contromano a protezione di un gruppo di corridori, veniva multato dalla Polizia Stradale per violazione dell’art. 143/11° del C.d.S..
Contro tale provvedimento il motociclista faceva ricorso al Prefetto di Treviso, il quale, tenuto conto delle circostanze specifiche di svolgimento di una gara ciclistica e dei compiti attribuiti alle scorte tecniche, accoglieva il ricorso decretando, con provvedimento n° 67898/05 Area 4 Dep. del 20.6.05, l’archiviazione del verbale di contestazione.

3) Incidente stradale tra motostaffetta e ammiraglia “fuori corsa”(*)

In data 8.9.2001, durante lo svolgimento di una gara di Professionisti, avveniva un incidente tra una motostaffetta (che sorpassava all’altezza di un incrocio) ed una ammiraglia “fuori corsa” che svoltava a sinistra nell’intento di accorciare il tragitto per portarsi in zona rifornimento.
Per tale incidente al motostaffettista venne contestata la violazione dell’art. 148 del Codice della Strada, con pregiudizio per la possibile liquidazione dei danni dallo stesso subiti.
Avverso tale sanzione fu presentato ricorso al Prefetto di Forlì il quale, con provvedimento n° 20/2002/C.S./1-2 del 18.4.2002, disponeva l’archiviazione degli atti considerato: «che il Sig: A.F. era ufficialmente accreditato al seguito della gara con compiti di motostaffetta addetto alla sicurezza della carovana e alla relativa ordinanza prefettizia di sospensione temporanea del traffico; che l’auto condotta dalla controparte era accreditata alla gara in qualità di vettura “fuori corsa”, e come tale, secondo i regolamenti sportivi vigenti, la stessa non poteva inserirsi al seguito dei corridori…; che il Sig. A.F. era autorizzato a porre in essere le manovre ritenute idonee per garantire la sicurezza della manifestazione… .
L’accoglimento del ricorso ha poi consentito all’interessato di ottenere il rimborso integrale dei danni subiti.

4) Incidente stradale tra motostaffetta e vettura non autorizzata al seguito della gara (*)

Il 18.5.2003, una motostaffetta, mentre effettuava il sorpasso delle ammiraglie al seguito dei corridori, veniva a collisione con una vettura estranea alla gara che svoltava a sinistra per immettersi in una area privata.
Per tale incidente allo staffettista venne contestata la violazione dell’art. 148 del C.d.S..
Violazione successivamente archiviata dal Giudice di Pace di Vittorio Veneto (Sent. n° 3 del 27.1.2004) il quale, accogliendo il ricorso presentato dallo staffettista, così motivava la propria decisione: «mentre il motostaffettista compiva una manovra dettata dal compito affidatogli per la sicurezza della gara, il conducente del veicolo che svoltava a sinistra si era abusivamente inserito al seguito della gara eludendo la sorveglianza del personale addetto all’applicazione dell’ordinanza di sospensione temporanea del traffico».

5) Cambio-ruote multato per eccesso di velocità (*)
Con provvedimento prot. n. 2638/2010 (Area III C.d.S.) del 10 marzo 2010, il prefetto di Bologna ha accolto il ricorso presentato dal Team Orfeo Casolari, la cui vettura cambio-ruote, al seguito del 29° Piccolo Giro dell’Emilia, il 27.9.2009 era stata multata (con Autovelox) per violazione dell’Art. 142 del C.d.S., ovvero per avere superato di 13 km la velocità massima consentita in quel punto.
Il prefetto ha quindi ritenuto valide le considerazioni presentate dal ricorrente, ossia che la vettura cambio-ruote si muoveva all’interno dello spazio protetto dall’ordinanza di sospensione temporanea del traffico e che quindi, fatta salva la normale prudenza, la stessa doveva rispondere unicamente alle regole sportive della competizione, come quella, nel caso specifico, di rientrare in coda al gruppo nel più breve tempo possibile dopo aver prestato assistenza ad un corridore. Da sottolineare come il ricorso sia stato accolto nonostante le deduzione contrarie presentate dal Comando accertatore (Polizia Provinciale di Bologna).

6) Atleta investito dopo il passaggio del “Fine gara” (*)
In data 26.7.2011, il Giudice di Pace Penale di Forlì, con provvedimento Nr. R.G. 138/11 ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico del presidente di una società ciclistica affiliata alla FCI in quanto «non sono emersi profili di responsabilità» per un incidente occorso ad un atleta 5 minuti dopo il transito della vettura “Fine gara ciclistica”.

Un atleta che, pur sottoposto al ritiro obbligato per essere stato superato dalla vettura “fine gara”, procedeva con il numero dorsale ed un atteggiamento imprudente fino scontrarsi (senza gravi conseguenze) con un’ autovettura che aveva ripreso correttamente la propria marcia dopo aver atteso il completo passaggio della gara.

Vista la denuncia presentata dai genitori del ragazzo, la Procura della Repubblica di Forlì avviava le opportune indagini, al termine delle quali il Pubblico Ministero presentava al Giudice di Pace una richiesta di archiviazione con la seguente motivazione:

«la responsabilità del sinistro stradale occorso a (……….) non pare ascrivibile a (……….), quale organizzatore della gara ciclistica, avendo egli assolto gli obblighi su di esso incombenti; in particolare, prima dell’inizio della gara, organizzava una riunione tecnica con i direttori sportivi delle diverse squadre ciclistiche e con altro personale tecnico, nel corso della quale comunicava le regole generali della gara, compresa le modalità di esclusione dalla stessa allorché il concorrente veniva sorpassato dal veicolo “Fine gara”; tale regola era stata comunicata alla parte offesa dal direttore sportivo (………….); con riferimento alla gara ciclistica, due operatori della polizia municipale hanno segnalato nella relazione di servizio che il mezzo di fine gara effettuava l’ultimo passaggio alle ore 17.45, mentre il sinistro si verificava alle 17.50, quando la pattuglia aveva riaperto la strada al traffico, poiché all’ultimo passaggio dell’ultimo gruppo era stato segnalato la fine della gara sia dagli addetti alla scorta tecnica, che dal conducente del mezzo predisposto per il fine corsa; il sinistro stradale si verificava dunque cinque minuti dopo il passaggio del mezzo “Fine gara”, quando l’atleta (……………) era già escluso dalla gara ed era tenuto al rispetto del codice della strada»

Come G.S. Progetti Scorta, che ha fornito consulenza tecnica alla società ciclistica in questione, desideriamo dare comunicazione di questo interessante decreto di archiviazione per la conferma positiva che esso offre alle attuali norme di svolgimento delle gare ciclistiche; alle norme del disciplinare delle scorte tecniche, e del valore formale che assume la riunione preliminare alla gara, quando in essa vengono precisate le modalità di gestione della corsa e degli atleti sottoposti al ritiro.

7) L’attività agonistica implica l’accettazione del rischio (*)
Con sentenza n. 931 del 31.3.2011, il Giudice del Tribunale di Ravenna ha sollevato da ogni responsabilità la società organizzatrice di una gara ciclistica, svoltasi a Cervia (RA) nel 2004, durante la quale un atleta aveva subito un danno fisico in conseguenza di una caduta provocata da un altro concorrente che aveva urtato uno spettatore a bordo strada. I genitori del ragazzo avevano promosso la causa stante il fatto che il danno in questione, di tipo maxillofacciale, ancorché rilevante, non era coperto dalla polizza assicurativa che la FCI stipula per i propri tesserati. Tuttavia, accertato che gli organizzatori avevano predisposto quanto necessario per l’ordinato svolgimento di una gara ciclistica su strada, e che la caduta era stata determinata da fattori propri della competizione, quali la velocità e gli sbandamenti in prossimità del traguardo finale, il Giudice ha ritenuto non perseguibili sul piano della responsabilità, e quindi sollevati da ogni obbligo risarcitorio, sia gli organizzatori della gara che lo spettatore rimasto coinvolto. La sentenza, molto significativa sul piano giurisprudenziale, è di grande conforto per gli organizzatori di gare ciclistiche, per avere affermato che: «…va sottolineato in diritto che non è invocabile, a carico dell’organizzatore di una manifestazione sportiva, la presunzione di colpa di cui all’art. 2050 c.c., per l’esercizio di attività pericolosa, con riferimento ai danni patiti dai partecipanti alla manifestazione stessa, durante il suo svolgimento. L’attività agonistica implica, invero, l’accettazione del rischio ad esso inerente da parte dei concorrenti; per cui i danni da essi eventualmente sofferti, in quanto rientranti nell’alea dello sport praticato, ricadono sui partecipanti stessi. L’organizzatore potrebbe eventualmente rispondere dei danni subiti dal partecipante, in base all’art. 2043 c.c., qualora fosse dimostrata una qualche carenza nell’attività di organizzazione, come ad esempio la inidoneità dei luoghi e degl’impianti dove si svolge la gara, e, ovviamente, il nesso di causalità fra carenza organizzativa ed evento lesivo. Nel caso concreto, nessuna carenza organizzativa è stata rilevata. Giova a ogni buon conto evidenziare che veniva esercitato un minuzioso controllo del percorso, da parte di un motociclista che precedeva i corridori di testa, e che per una gara ciclistica su strada non è prevista (ma neppure pensabile ) la predisposizione di recinzioni continue lungo l’intero percorso. Decisivo è tuttavia il rilievo che la condotta del ciclista che andò a urtare lo spettatore, non fu anomala, ossia contraria alle regole proprie dello sport esercitato, rientrando l’incontrollato suo sbandamento nel rischio tipico e ordinario di una gara ciclistica…»

 

8) Non basta fermare i veicoli in senso contrario alla corsa, l’organizzatore ha anche «l’obbligo di scongiurare il sorgere di fonti di pericoli per i concorrenti»          

Con sentenza n. 156 del 13 febbraio 2015, il Giudice Civile del Tribunale di Rimini, accogliendo il ricorso presentato in appello da alcuni corridori che durante una gara professionistica del 2004, in località S. Arcangelo di Romagna, avevano urtato una vettura ferma sulla carreggiata, subendone lesioni fisiche di una certa entità, ha attribuito la totale responsabilità del sinistro alla società organizzatrice, obbligandola a pagare tutti i danni subiti dalle parti coinvolte.

La vettura, proveniente da una strada laterale, giunta in prossimità di un incrocio (dove il personale di servizio non le intimava di fermarsi non essendo ancora transitato il veicolo “Inizio gara”), si immetteva sul percorso di gara in senso contrario a quello dei corridori, accostando poco più avanti, appena ricevuto l’Alt dagli agenti della Polizia Stradale di scorta alla corsa.

La vettura, correttamente ferma sul lato destro della carreggiata, veniva schivata dai primi corridori in fuga ma non da quelli in coda al gruppo, che in quel tratto procedeva occupando l’intera sede stradale.

Tenuto conto che nelle gare ciclistiche, l’ordinanza di sospensione temporanea del traffico impone ai veicoli l’accosto a destra senza l’obbligo di uscire dalla sede stradale, anche in questo caso si poteva supporre una disattenzione dei corridori od un loro improvvido comportamento.

L’opinione del Giudice è stata invece di segno diverso, e nell’attribuire la totale responsabilità all’organizzatore, ha argomentato che questi non ha soltanto l’obbligo di fermare i veicoli che già si trovano sul percorso di gara, ma anche di «scongiurare il sorgere di fonti di pericoli per i concorrenti», fermando anzitempo i veicoli provenienti dalle strade laterali. Osservando inoltre, come fatto di colpa, che quella vettura, impossibilitata ad uscire dalla sede stradale, la si sarebbe dovuta segnalare, considerato che i corridori, durante la competizione, «procedono senza uniformarsi alle normali misure di prudenza del codice della strada».

G.S. Progetti Scorta