La Cassazione dá ragione alla Scorta Tecnica

di Silvano Antonelli

Finalmente, dopo sei anni e mezzo, giustizia è fatta per Maurizio Morelli, la scorta tecnica marchigiana ingiustamente trascinata in giudizio per un sinistro subito durante lo svolgimento delle sue funzioni.
Questo grazie alla Corte di Cassazione (IVª Sezione) e alla sua sentenza n. 14194 del 18.3.21.
Una sentenza molto importante perché, dal 2003, anno di introduzione della figura della scorta tecnica alle gare ciclistiche, nonostante qualche incidente qua e là capitato, nessuno mai aveva scomodato il pensiero della Corte Suprema e, di conseguenza, determinato un precedente giuridico di valore fondamentale per la tutela di questa figura.

E’ il 6 settembre 2014 quando, in località Montecosero, il Morelli, che sta svolgendo servizio al seguito di una gara ciclistica, viene a collisione con una moto condotta da un signore che, nonostante i ripetuti inviti, si rifiuta di uscire dal percorso di gara in cui si è abusivamente e consapevolmente inserito.
In primo grado, grazie alla manipolazione dei fatti ordita dalla controparte, il Giudici di Pace condanna la scorta tecnica per «lesioni personali colpose» per avere agito con imprudenza e negligenza (art. 590 del C.P.P.).
Verdetto inaccettabile al quale il Morelli si oppone ricorrendo in appello dove trova, con sentenza n. 20 del 26.6.2019, il Giudice Monocratico del Tribunale di Macerata che lo assolve – con formula piena – perché il fatto non sussiste, precisando che:

  1. nello spazio tra inizio e fine gara, sono sospese le normali norme della circolazione stradale;
  2. a violare le regole della prudenza e della perizia è esclusivamente chi, consapevolmente, transita in uno spazio interdetto alla normale circolazione stradale.

Un pronunciamento importante per il diretto interessato e per l’intero settore delle scorte tecniche, a conferma dei presupposti giuridici su cui tali figure sono sempre state chiamate ad operare.
Esito non gradito ai soccombenti i quali, a loro volta, ricorrono in Cassazione, dove però il 18 marzo si vedono stoppati con il rigetto totale del ricorso avverso la sentenza di 2° grado del Tribunale di Macerata, con il riconoscimento quindi della sua assoluta fondatezza.
Rigetto “totale” vuol dire che non esistono più altre possibilità di ricorso ad ulteriori livelli di giudizio, consegnando, di conseguenza, al mondo delle scorte tecniche delle gare ciclistiche, il più alto e significativo riconoscimento possibile.
In tutti questi anni, a confortare il Maurizio Morelli, l’assistenza legale dell’avvocato Celestino Salami e la consulenza tecnica del G.S. Progetti Scorta.

 

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